eugenio melandi

home pagecontatti

i verbi della solidarieta'resistereopporsischierarsiparteciparecontaminarsiinsieme possiamotestimonianze e vocinero su bianco

OPPORSI
con una politica nuova

Il no personale portato avanti con la disobbedienza può divenire disobbedienza collettiva. Infatti solo quando essa si organizza diventa proposta politica (che costruisce la polis). Per essere politica la disobbedienza va raccontata, poi organizzata. C'è bisogno di disciplina per poter essere capaci di mettere in crisi un sistema forte come quello che abbiamo di fronte. Organizzarsi significa trovare atteggiamenti collettivi, scegliere le priorità da raggiungere. Sacrificare a volte le proprie idee personali per camminare accanto e insieme agli altri.

L'organizzazione deve portare all'incontro con altre esperienze analoghe. E tutti insieme all'avvio di forme di "campagne" per raggiungere gli obiettivi che si ritengono importanti. Va, in una parola, costituita la "rete dei resistenti e dei disobbedienti". Porto Alegre è una prova del fatto che solo uniti si riesce ad essere incisivi. Mai come oggi il motto "proletari di tutto il mondo unitevi" ha avuto tanto significato.

Il mondo, così come si è configurato attraverso i processi di globalizzazione, ha come sua caratteristica fondante la competizione e la guerra. Che giunge, nell'accezione della nuova destra americana, fatta propria anche dal governo Berlusconi, ad essere preventiva.

Di qui la necessità di fondare una politica organizzata basata sulla nonviolenza che deve passare dalla testimonianza personale alla progettazione collettiva. La guerra va dichiarata fuori legge, un tabù, come l'incesto.

"Bisogna inventare nuove forme di obiezione di coscienza. Obiezione contro tutto ciò che divide, che discrimina, che rompe l'unità della società umana. Obiezione di coscienza non vuol dire solo fare opposizione. Vuol dire disobbedire alla legge ingiusta . Fare obiezione alla legge contro gli immigrati vuol dire accogliere gli immigrati, ospitarli senza chiedere le impronte digitali, senza denunciarli alla polizia, farli lavorare anche senza contratto di soggiorno [...] Occorre obiettare a tutte le leggi segregazioniste. Ad esempio, quelle che rovesciassero la grande conquista dell'integrazione nella scuola e ristabilissero le classi differenziali, volessero fare una scuola delle eccellenze e delle élites. Ma anche obiezione di coscienza a tutte le pratiche che rialzassero gli steccati tra universo maschile e femminile. E ancora, obiezione di coscienza al ripristino di ogni discriminazione religiosa" (Raniero La Valle)

I prodotti da boicottare