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I tacchini del presidente

da "La Rinascita"

Ogni anno a partire dal 1947 la Federazione Nazionale del Tacchino fa omaggio al Presidente americano con un tacchino per il Thanksgiving (la giornata del ringraziamento).
Ed è consuetudine, a dimostrazione di magnanimità, che il Presidente risparmi quel particolare volatile (naturalmente, mangiandone un altro). Dopo aver ricevuto l'amnistia presidenziale, il tacchino viene mandato a Frying Pan Park (letteralmente "Villa Padella"), un posto in Virginia, dove può continuare a vivere in pace la sua vita. Il resto dei cinquanta milioni di tacchini allevati per il Thanksgiving vengono massacrati e mangiati nel Giorno del Ringraziamento.

La compagnia che ha vinto l'appalto del tacchino Presidenziale, afferma che questi fortunati uccelli vengono preparati appositamente ed istruiti ad essere socievoli e a saper interagire con dignitari, scolaresche e giornalisti. E' la fotografia del nuovo imperialismo e del nuovo razzismo, gestito attraverso il modello della globalizzazione. Solo pochi "tacchini" eletti possono tranquillamente entrare a Frying Pan Park, dove hanno la possibilità di vivere, educatamente si intende, allenati a interagire con i grandi dignitari di questo mondo. La folle enorme dei tacchini non di razza andrà invece a finire in autentiche padelle.

Il mondo sta diventando una sorta di grande pollaio dove solo a pochi tacchini "di razza", attentamente selezionati - le élites dei vari paesi, gli amministratori delegati delle grandi multinazionali e i loro vicini, i banchieri e i finanzieri, qualche artista, qualche uomo di cultura, qualche giornalista - viene dato il biglietto per raggiungere Frying Pan Park. Il resto dei tacchini: i miliardi di persone che restano, devono fare i conti con la precarietà della vita. In tanti muoiono di fame e di malattie. Altri perdono il lavoro o vengono cacciati di casa. Altri, ancora, in nome della sacaralità delle privatizzazioni, perdono il diritto all'acqua o all'elettricità. Altri muoiono di Aids perché i farmaci sono troppo costosi. Altri muoiono sotto i bombardamenti e vengono messi nella fossa comune degli "effetti collaterali".

Se andassimo a fare un sondaggio tra i tacchini che vivono a Frying Pan Park, nessuno di loro direbbe di essere contrario alla festa del ringraziamento. Ugualmente, chi mai oserebbe affermare che i poveri sono contrari alla globalizzazione? Lo si chieda, ad esempio, a chi lavora al WTO o all'FMI. A chi fa ressa alla porta di Frying Pan Park che mai importa se la maggior parte della gente muore lungo la strada? Il nuovo mondo gestito dai fautori della globalizzazione e infettato dal "virus liberista" è irrimediabilmente diviso tra chi è dentro e chi è fuori.

Dove gli inclusi predicano agli esclusi che basta soltanto competere, correre, darsi da fare per arrivare. Nessuna regola nella corsa, se non quella di vincere. Non è forse la "deregulation" una delle parole chiave del modello imperante? E tutto per diventare tacchini presidenziali. Lacordaire, quasi duecento anni fa scriveva: "In presenza di forti e di deboli, è la libertà che opprime ed è la legge che libera".