    
|
F.M.I. un medico poco raccomandabile
da "Solidarietà Internazionale"
"Quando nove pazienti su dieci curati dallo stesso medico muoiono, significa che il medico non conosce il suo mestiere". Non ha peli sulla lingua Joseph Stiglitz, premio Nobel per l'economia nel 2001. Il suo giudizio sulle operazioni del Fondo Monetario Internazionale è tranciante. Nel suo libro "La grande disillusione", l'ex vicepresidente della Banca mondiale denuncia con forza gli errori di questa istituzione "in tutti i settori nei quali è intervenuta".
Dallo sviluppo dei paesi poveri, alla gestione delle crisi, fino al passaggio dal comunismo al capitalismo nei paesi che facevano parte dell'impero sovietico. Vedendo quello che sta avvenendo in tre paesi dell'America Latina non è facile dargli torto. Argentina, Uruguay e Brasile, tre paesi che per lungo tempo sono stati portati come fiore all'occhiello dal F.M.I., sono sul punto di esplodere. In Argentina, le politiche
macro - economiche portate avanti con la regia del Fondo, hanno portato il paese ad un disastro, anche se la classe dirigente argentina porta la sua parte di responsabilità. In Uruguay, il programma firmato tra il paese e il Fondo, non ha evitato l'implosione del sistema bancario e la crisi economica del paese che ormai da quattro anni è alle corde. Per parte sua, il Brasile, pur avendo portato avanti una politica di stretta osservanza dell'ortodossia economica voluta dal Fondo, sta vivendo forti perturbazioni finanziarie. Nel frattempo la povertà cresce. Ormai tocca il 44% della popolazione latino-americana, mentre in dieci anni è raddoppiatoli numero dei disoccupati.
Lo stesso è avvenuto in Asia, dove le ricette imposte dai medici del Fondo non solo hanno aggravato la situazione già precaria di Indonesia, Tailandia e Corea, ma ha fatto piombare milioni di persone nella disoccupazione e nella povertà. Si è salvata la Malesia, grazie al fatto che il suo Primo Ministro Mahattir, ha saputo resistere. Commenta Joe Stiglitz: "Indonesia, Tailandia, Corea, Russia, Brasile e Argentina: sei fallimenti in meno di sei anni. E' troppo". Michel Camdessus, che ha diretto F.M-I. per tredici anni fino al 2002, si difende rispondendo che se fossero esistite altre soluzioni, sarebbe stato il primo ad adottarle. Il suo successore, il tedesco Horst Kohler, sembra seguire la stessa strada.
Con una ricetta che prevede da sempre gli stessi ingredienti: la liberalizzazione dei mercati, la riduzione del deficit statale, la diminuzione dei funzionari, la vendita delle imprese pubbliche. "Tutto questo, scrive ancora Stiglitz, senza calcolare l'impatto che queste misure avranno sulla povertà o la disoccupazione, concentrandosi soltanto sui problemi di bilancio o sul rischio di inflazione" Il fatto è che il Fondo Monetario Internazionale è praticamente ostaggio degli Usa, primo azionista che detiene il 17% del diritto di voto. Ciò equivale a un vero e proprio diritto di veto.
Il Fondo, con 2000 funzionari, in maggior parte usciti dalle università americane, nei fatti è condizionato dagli interessi economici e finanziari della Casa Bianca. Per questo, alla fine, i conti tornano. Non nelle tasche dei poveri. Questo non interessa al Fondo. Tornano invece per loro che sono i padroni del mondo. Come nella fattoria degli animali, dove tutti erano uguali, ma c'era qualcuno che - chissà perché? - era più uguale degli altri.
|